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Terminata la Prima Fase del Corso sull'Intelligenza Sociale

Il giorno 11 dicembre 2008 si è conclusa presso il Liceo Scientifico G. Marinelli di Udine la prima fase, della durata di 10 ore, di un percorso formativo frequentato da una quarantina di docenti delle secondarie di primo e secondo grado della regione F.V.G. avente lo scopo di dar vita a una riflessione ampia e approfondita sul tema dell’ Intelligenza Sociale.
Al centro di detta attività è stato posto l’ascolto attivo in chiave post moderna secondo l’accezione che segue proposta dalla dottoressa Marianella Sclavi :
“L’Ascolto Attivo implica il passaggio da un atteggiamento del tipo «giusto-sbagliato», «io ho ragione-tu hai torto» (o viceversa), «amico-nemico», «vero-falso», «normale-anormale», ad un altro in cui si assume che l’interlocutore è intelligente e che dunque bisogna mettersi nelle condizioni di capire com’è che comportamenti e azioni che ci sembrano irragionevoli e/o che ci disturbano o irritano, per lui sono totalmente ragionevoli e razionali”.
Evidentemente si tratta di un tipo di ascolto che, per la maggior parte delle persone, non è spontaneo, ma, soprattutto all’inizio, può essere praticato solo grazie a un atto di “buona” volontà.
Solo all’inizio però.
Infatti tutti i partecipanti al corso che hanno provato a metterlo in pratica nella loro vita quotidiana si sono resi conto che questo tipo di ascolto non fa bene solo a chi lo riceve, ma anche e soprattutto a chi lo dà. E i  motivi di questo sono molteplici.
Ad esempio, l’assumere in se stessi due punti di vista alternativi come ugualmente legittimi è alla base di quella “tensione” interiore che, come sostiene Arthur Koestler, favorisce l’atto creativo: si pensi quanto può divenire importante una gestione creativa dei conflitti oggi, nel quotidiano, in qualunque settore della vita sociale, una gestione cioè volta a individuare una terza opzione, a un livello di sintesi superiore e maggiormente appagante delle 2 opzioni iniziali!
Contemporaneamente e paradossalmente l’ascolto volto a comprendere l’altro, non solo nel senso razionale del termine ma anche emotivo e valoriale può, e forse deve, per necessità e non come opzione volontaristica, trasformarsi in una sorta di ri-creazione della psiche che calma e ristora sia chi lo pratica sia chi lo riceve. Coltivando questo tipo di ascolto infatti si tende naturalmente a uscire da forme più o meno consce di squalifica o disconferma e a sviluppare modi sempre più efficaci di comunicazione accompagnati da una assertività reciproca e da un senso dell’umorismo e dell’autoironia (alla cui base c’è lo stesso meccanismo cognitivo-emotivo che è alla base della creatività) che aiutano ad alleggerire le tensioni e a superare resistenze, difese o forme di ipocrisia, più o meno velata, creando sentimenti di stima e fiducia.
I frutti che possono derivare dalla pratica di questo tipo di ascolto sono molti e tutti hanno una evidente utilità: una maggiore autoconsapevolezza cognitivo emotiva e valoriale, una più attenta gestione dei tempi propri degli eventi comunicativi e un migliore uso della propria energia, una capacità di coinvolgimento distaccato straordinariamente adattativa, una migliore sensibilità ai feedback che, a detta di un ricercatore del calibro di Robert Sternberg, è l’indicatore più significativo del potenziale di crescita di una persona, e, infine, una attenzione sempre più aperta e vasta ai segnali deboli, allo spazio di possibilità presente fra stimolo e risposta, alla pertinenza ai contesti dei significati attribuiti, all’implicito (alla cornice, al punto di vista, ai presupposti e alle credenze che determinano sia ciò che percepiamo sia le nostre reazioni corporee, cognitive,  emotive e valutative ad esso).
Il percorso riprenderà in febbraio con la seconda fase della formazione destinata, per il momento, visto il carattere altamente innovativo e perciò necessariamente sperimentale del progetto, solamente ad alcune classi del Liceo Scientifico Marinelli. In questa fase i docenti saranno supportati da una equipe di esperti nella progettazione delle lezioni-esperienza da attuare in classe durante l’orario curricolare, nella individuazione degli indicatori di andamento e progresso, nella valutazione in itinere del processo, con eventuali correzioni di rotta, e nella valutazione finale.
Se la sperimentazione darà esiti promettenti, a giugno del 2009 si terrà un convegno col contributo di relatori di fama nazionale sia per illustrare i risultati ottenuti sia per promuovere una diffusione della esperienza in rete tra scuole.

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